Il parallelismo delle due linee esterne è fondamentale sia nella posizione eretta, ma anche in quella seduta, nel QI GONG e nel Nei Gong.

Postura eretta: la possibilità che il punto 1 Rene sia veramente una fonte che zampilla, è proporzionale al dare valore alle tre parti del piede a immaginare tre punti (o vertice di un triangolo): col vertice in basso (centro del tallone, zona della stabilità), il centro dell’alluce (zona della direzione del cammino) e il centro del mignolo (zona che rafforza “l’allargamento” di superficie di tutte le dita del piede, la parte mobile del piede).

L’immagine nella pratica statica del Nei Gong è quella posizione dell’albero: i piedi radicati nel terreno per radicarsi fisicamente, ma anche metaforicamente nel contatto invisibile coi nostri antenati, le nostre tradizioni, la nostra cultura. Come gli alberi noi abbiamo una radice che punta diretta al centro del terreno (fittone) e molte piccole radici che sono orizzontali soprattutto nella zona del tallone, “per camminare” con altri alberi. Legami misteriosi che quando vengono messi in pratica (il palo o posizione dell’albero) ci permettono di sentire il nostro cammino come una continuità del percorso dei nostri avi.

Piedi paralleli: perché tutto il corpo a partire dalle ginocchia, il collo, al bacino, soprattutto le anche, il busto, la testa possono fare riferimento ai due binari. Non ho menzionato le mani e le braccia, loro sì possono essere esterne ai due binari (piedi paralleli) nel nostro incedere verso l’evoluzione.

E quanto è importante favorire l’introspezione per sviluppare una percezione integrale, e potersi relazionare sempre in modo corretto rispettando i principi della Natura.

Sotto voce siete tutti invitati ad alimentare questo tentativo di arricchimento con le vostre gradite percezioni. Saluti cari!

Nota di fondo: questo è un modesto contributo con l’intento di ringraziare la Natura, chi l’ha studiata a fondo e ha creato il Nei Gong, il Qi Gong e Root Motion.

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